Rieccomi. Teofilo ritorna. Oltre a raccontare luoghi della fede – “Nel santuario ti ho cercato per contemplare la Tua potenza e la Tua gloria” (salmo 62,3) – proverà a raccontare “episodi” della fede attraverso cartoline di bellezza.

Il Vangelo di Matteo parla dei “magi” ma non dei re. Né che fossero tre (“alcuni Magi”). Fonti apocrife, leggende, tradizioni che si sono consolidate intorno al quarto secolo, indicano Baldassarre, Melchiorre e Gaspare come i portatori dei tre doni (questi sì sono indicati da Matteo: oro incenso e mirra). Il mosaico di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna (VI secolo, di qualche decennio posteriore alla prima stesura teodoriciana del 505: la chiesa nacque ariana) e quello di San Vitale (dove i tre Magi si intravvedono nel panneggio dell’imperatrice Teodora, i mosaici furono ultimati nel 546) sono sicuramente due delle più antiche raffigurazioni pittoriche del piccolo corteo regale.

Antecedenti a queste raffigurazioni ci sono solo quelle dei sarcofagi di Boville Ernica (ricordate il nostro viaggio nella chiesa di Sant’Ispano nel piccolo borgo del Frusinate?) e di Adelfia a Siracusa (entrambi del IV secolo) dove i Magi sono tre giovanotti, non tre re attempati. Tradizione per tradizione è il caso di ricordare che nella Basilica di Sant’Eustorgio a Milano si conserva un sarcofago dove si narra fossero sepolte le reliquie dei tre misteriosi pellegrini (affidate a Eustorgio dall’imperatore Costante). Federico Barbarossa a sua volta le rubò da Milano e le portò nel Duomo di Colonia (1164). Tranne tre dita che invece sono venerate come reliquie nella chiesa di San Bartolomeo a Brugherio (paesotto dell’hinterland milanese). Quelle tre dita vennero prese dal tesoro di Sant’Eustorgio (ancora intatto e non ancora trafugato dal Barbarossa) e “donate” da Sant’Ambrogio (poteva mancare il campione della fede milanese?) alla sorella santa Marcellina, ritirata a vita contemplativa in una antica cascina alle porte di Milano (l’odierna Brugherio, appunto).

 

Il sarcofago di Boville Ernica con I tre giovani Magi e la stella