Secondo la tradizione venne battezzato qui il piccolo Tommaso, settimo figlio di Landolfo dei Conti d’Aquino.
La Chiesa dedicata a Santa Maria della Libera, ad Aquino, è databile tra il 1070 e il 1090.
La dedicazione – Santa Maria della Libera – è una attribuzione frequente apposta alla Vergine, soprattutto in area centro-meridionale. Libera (o Liberata): come colei che libera da pestilenze, guerre, umane disavventure.
A Benevento è la prima Santa Maria della Libera che si conosca, VII secolo. Questa di Aquino potrebbe essere stata costruita su una precedente cappella votiva alla Madonna (menzionata già nell’827), forse connessa a un cenobio benedettino.
La chiesa attuale potrebbe essere l’espressione di un voto delle due dame, che compaiono nel mosaico bizantineggiante (databile però un secolo dopo la costruzione della chiesa, XII secolo) nella lunetta all’ingresso dell’edificio. I nomi si affiancano ai volti (che spuntano da due sarcofaghi): Ottolina, probabilmente moglie di tale Atenolfo, conte di Alvito e di Aquino e una sua congiunta, Maria.
Una lunghissima storia, una imponente maestosità architettonica che colpisce, ma pochissime certezze storiche: una delle poche cose sicure è la lotta, dal 1600 in poi, per evitarne il diroccamento, per gli abbondanti corsi d’acqua (Aquino, da questo deriva il suo nome) che erodevano il basamento dell’edificio.
Nel 1679 fu salvata con un imponente lavoro di restauro, grazie a una colletta della popolazione.
Come si vede da alcune vecchi disegni, il pronao attuale non era presente nella chiesa originaria. Venne aggiunto nell’ultimo intervento di consolidamento, con la nuova scalea, nel XIX secolo.
Un massiccio esempio di romanico, costruita come un patchwork, con materiali d risulta da precedenti costruzioni romane: Aquino era un eminente sito in epoca romana, descritto e apprezzato anche da Cicerone (che era di queste parti, nacque nella non lontana Arpino).
La riproduzione marmorea di una sella curule (una sedia pieghevole dedicata ai magistrati di alto rango, degni di giurisdizione, e prima solo ai re di Roma), incastonata nella parete, come semplice “mattone” di banale impiego, denota il prestigio della città, in epoca romana (vuol dire che c’era un “curule”, un alto magistrato di stanza) e la memoria perduta di queste vestigia in epoca alto-medievale.
L’interno della chiesa è essenziale e spoglio, con una inevitabile statua di san Tommaso (1225/6-1274).
L’altare poggia su un sarcofago marmoreo (uno dei tanti ritrovati sotto alla pavimentazione della navata centrale). Al suo posto, precedentemente, l’altare era stato realizzato con il famoso sarcofago con scene di corse di quadrighe, rubato dalla chiesa nel 1991, recuperato nel 2012, a Londra, e oggi esposto nel vicino museo della Città di Aquino (quando è aperto).

